Davico:”Una corsa contro il tempo per salvare il professor Djalali” la seconda interrogazione oggi in Senato

“Una corsa contro il tempo per salvare il professor Djalali dalla pena capitale in Iran. La mia (seconda) interrogazione urgente al ministro Alfano”, così il Senatore Michelino Davico in merito all’interrogazione presentata oggi in Senato.


Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. –

Premesso che:
il 7 febbraio 2017, nella seduta n. 756, l’interrogante ha presentato un atto di sindacato ispettivo riguardante la vicenda di Ahmadreza Djalali, un medico iraniano che ha svolto nel nostro Paese una importante attività di ricerca presso il Crimedim (centro di ricerca in medicina di emergenza) dell’università del Piemonte orientale di Novara perchè, dall’aprile del 2016, è detenuto nel carcere di Evin a Teheran in Iran dove si era recato in visita ai suoi familiari, come sempre ha fatto; numerosi sono stati gli appelli appelli da parte di accademici e intellettuali per avere informazioni sui motivi della sua detenzione in seguito ai quali è emerso che è stato arrestato, senza un regolare processo, perchè accusato di spionaggio; già all’inizio dell’anno fonti di stampa avevano riportato la notizia di una sua condanna a morte;
tale notizia è stata confermata il 23 ottobre. Ahmadreza Djalali è stato effettivamente condannato a morte perchè è stato ritenuto una spia;

riteniamo che si debba prestare particolare attenzione alle vicende che riguardano il dottor Djalali perchè, come detto, ha prestato una preziosa attività lavorativa e di ricerca in Italia, riscuotendo fra i colleghi e le tante persone che lo hanno conosciuto indiscutibili attestati di stima;

chi in Italia lo ha conosciuto esclude sia una spia e pensa siano piuttosto le relazioni che ha avuto, nell’ambito del master universitario e del progetto sostenuto dall’Unione europea a cui collaborava per la gestione di emergenze radiologiche, chimiche e nucleari, con altri ricercatori sauditi ed israeliani ad averlo fatto additare dal regime dittatoriale iraniano come spia;
l’Iran è tenuto in considerazione come autorevole partner politico, oltre che economico e finanziario all’interno della comunità internazionale, nonostante disconosca i principi fondanti come sanciti nei trattati internazionali sui diritti umani;
più in generale siamo convinti che il nostro governo debba e possa continuare ad essere riconosciuto come il paese guida per il conseguimento della Moratoria universale della pena di morte, e operare affinché sia rafforzata la pressione nei confronti dell’Iran perchè interrompa tale pratica che ci appare una sorta di vendetta di Stato;
appare terrificante il numero delle esecuzioni eseguite, infatti nel solo  2017, in Iran sono state giustiziate , centinaia di persone compresi dei minorenni;
la collaborazione del Paese con uno dei regimi più oscurantisti del pianeta, dal settore economico a quello della giustizia, dall’ambito medico sanitario a quello della difesa militare e addirittura dell’intelligence non può vederci inerti e silenti innanzi alle violazioni dei diritti umani che si traducono in morti cominate da uno Stato dittatoriale;
riteniamo che il Governo, a partire dal caso di Ahmadreza Djalali, debba adoperarsi per ottenere il rispetto dei diritti umani anche in Iran;

si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario investire della situazione l’ambasciatore italiano a Teheran, al fine di scongiurare l’esecuzione della pena di morte inflitta a Ahmadreza Djalali;
se voglia sospendere unilateralmente le relazioni economico commerciali con l’Iran per sostenere concretamente l’azione diplomatica e indurre il Governo iraniano a dare una soluzione positiva al caso;
se non ritenga opportuno attivarsi presso le sedi internazionali competenti, per ottenere un’azione congiunta al fine di far conoscere e interrompere il caso di lesione di diritti umani del dottor Djalali;
se non ritenga opportuno proporre nelle medesime sedi, e in particolare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la richiesta di una risoluzione che contenga ulteriori sanzioni economiche nei confronti dell’Iran;
se non ritenga necessario investire della situazione anche l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini;
se ed eventualmente quali ulteriori iniziative intenda porre in essere per salvare la vita del dottor Djalali.

 

La prima interrogazione

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